Il blog di Arcigay

Dietro la Campagna nazionale contro l’omofobia di Arcigay

Giacomo Deperu, friulano e vicepresidente del Comitato Arcigay Udine e Pordenone, è l’ideatore della Campagna nazionale contro l’omofobia 2011 di Arcigay. Lo abbiamo intervistato.

Come nasce l’idea della campagna “Civiltà prodotto tipico italiano, Italia unita contro l’omofobia”?

La campagna nasce nel 2010 su base provinciale per il 20° anniversario del Comitato Arcigay “Nuovi Passi” di Udine e Pordenone. Volevamo dare un segnale di una raggiunta maturità in una regione da sempre simbolo di civiltà, dove “Medaglia d’Oro alla Resistenza” deve essere valore culturale e di libertà; volevamo dire al mondo:”Ci siamo anche noi, ci amiamo e non abbiamo più paura”. Nelle nostre battaglie lgbt ci abbiamo da sempre messo il cuore: perché non metterci la faccia? Non chiediamo più la “pietà”, oggi esigiamo il rispetto e il ricnoscimento. La polemica che ne è derivata, monopolizzando i media locali, ha portato intere famiglie a discutere per settimane di omosessualità nelle loro case e questo per noi è stato un incredibile successo.
Un successo talmente grande che il passaggio a livello Nazionale è stato d’obbligo: l’Italia deve ricordarsi di essere stata culla di cultura, deve riappropriarsi di un Made in Italy che non sia solo “moda e spaghetti” ma anche civiltà che si arricchisce nel riconoscimento delle diversità.

La campagna mostra un bacio tra uomini e un bacio tra donne: perché è importante mostrare gli affetti tra persone dello stesso sesso?

L’affettività, l’amore fra due persone è universalmente simboleggiato dal bacio: è “l’apostrofo rosa fra le parole t’amo”, non vedo perché dovrebbero fare eccezione gli omosessuali.
Due uomini vicini, due donne che si sorridono non bastano ad esprimere la naturalezza e la spontaneità del rapporto fra persone che si amano e che si desiderano. La paura di “dare scandalo” è già di per se stessa “omofobia interiorizzata” dalla quale dobbiamo rifuggire, anche per colmare i ritardi delle battaglie italiane in fatto di diritti lgbt rispetto al resto d’Europa. È ora di rompere questa immagine pubblica un po’ “assessuata” alla quale vorrebbero condannare gli/le omosessuali e, soprattutto, è tempo di dimostrare la propria piena identità gay alla luce del sole per dare un segnale di speranza e coraggio a tante e tanti giovanissimi omosessuali che ancora temono di dover vivere una vita a metà a causa di una cattiva cultura in famiglia e nella società.

Il bacio gay in italia è ancora tabù ed è immaginabile che la campagna possa creare polemiche. Come possono aiutare nel contrasto all’omofobia?

La polemica stana l’omofobia laddove essa è più subdola e radicata, quella delle “persone per bene”, meno appariscente ma per questo più difficile da combattere. La polemica obbliga le menti assopite ad occuparsi di noi. Se il bacio gay non piace agli etero, significa solo che dobbiamo abituarli a mettersi il cuore in pace perché ne vedranno sempre di più e magari ciò li preparerà ad essere genitori migliori con figli omosessuali più sereni… Dunque, siamo già in ritardo e dobbiamo recuperare il tempo perduto.
La reazione per questi baci smuove lo stagno del “politicamente corretto” per far emergere la vera resistenza che ancora oggi è inculcata nella cultura italiana.
Un Bacio Omosesssuale per dire anche “SIAMO FAMIGLIA”: questo disturba molti, ma è da qui che dobbiamo iniziare un percorso di cambiamento.

La bandiera italiana richiama ai 150 dell’Unità d’Italia. Perché?

Chi ha dato la vita per il nostro Paese l’ha fatto pensando ad un’Italia unita affinchè fosse migliore e più giusta: noi omosessuali, italiani e italiane a pieno titolo, vogliamo che questa unità sia anche simbolo di civiltà e di rispetto per la nostra identità e i nostri diritti di cittadini. Il Tricolore italiano è anche omosessuale.

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