Arcigay Milano ha annunciato ieri con un comunicato stampa l’inizio di un progetto contro l’omofobia, sovvenzionato dall’Unione Europea, che coinvolgerà oltre che l’Italia, il Belgio, la Bulgaria, la Germania, l’Olanda, la Spagna e il Regno Unito e che vedrà il comitato Arcigay milanese protagonista. Ne parliamo con il presidente Marco Mori.
Arcigay Milano è capofila del progetto Diritti contro l’intolleranza per la costruzione di un mondo più aperto, di che cosa si tratta?
Si tratta di un progetto presentato lo scorso marzo da Arcigay Milano in collaborazione con 10 realtà associative e imprenditoriali europee che riguarda lo sviluppo di ricerche e di azioni concrete di lotta contro l’omofobia rivolte a dei target specifici: il mondo della scuola dell’obbligo, gli educatori e adolescenti e giovani. Il progetto è stato approvato lo scorso settembre ed è stato co-finanziato dalla divisione giustizia della commissione europea.
Saranno due anni di lavoro?
24 mesi esatti: i primi sei saranno rivolti ad una ricerca sulle buone pratiche nelle scuole dell’obbligo nei paesi coinvolti per poi passare allo sviluppo di diversi prodotti culturali rivolti a studenti, insegnanti, adolescenti e giovani.
Comune e Provincia di Milano saranno coinvolti nel progetto?
Io lo spero, abbiamo già chiesto un incontro con il comune di Milano, stiamo provvedendo a formalizzare le richieste con le altre istituzioni locali e nazionali.
Il finanziamento dell’Unione europea è di 700 mila euro. E’ forse il più cospicuo finanziamento mai ricevuto dalla militanza gay italiana. Come saranno investiti?
L’intero progetto è intorno ai 700 mila euro, il finanziamento dell’unione europea è di circa 400 mila euro, il resto è cofinanziato dai partecipanti. Questo contributo è distribuito, sulla base delle attività che saranno svolte, tra gli 11 attori coinvolti nel progetto per la realizzazione delle attività preposte.
Come può incidere il progetto nella lotta all’omofobia e alla transfobia?
Prima di tutto mettendo in rete le esperienze diverse di 11 soggetti in 7 paesi dell’Unione europea. Questo ci permetterà di sviluppare nuove strategie condivise e di ampio respiro. Inoltre, la certificazione dell’Unione Europea permette di dare un valore aggiunto che ci può far coinvolgere attori che difficilmente si lasciano avvicinare da nostre singole iniziative. E’ una bella opportunità e un premio per le tante cose che quotidianamente facciamo.
Sono previste pubblicazioni?
A conclusione del progetto avremo un dvd con manuale d’uso per gli insegnanti come prodotto educativo e didattico per le scuole elementari e medie, identico in 7 paesi europei; avremo un box, fisico e virtuale, di attività ricreative e ludiche per giovani e adolescenti; ci sarà un concorso di film corti nei paesi partecipanti al progetto, e una serie di report a disposizione delle istituzioni nazionali e internazionali con riflessioni e strumenti per la lotta all’omofobia e alla transfobia.
Salve, siccome mi interesso a queste tematiche anche per lavoro vorrei sapere come posso partecipare a questa iniziativa. Saluti.