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	<description>Il blog di Arcigay</description>
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		<title>Amministrative Piacenza. Cosa dicono i candidati al ballottaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del ballottaggio per le elezioni amministrative della città di Piacenza abbiamo pensato che poteva essere utile sapere come si pongono i due candidati nei confronti della Mozione contro l&#8217;Omofobia che è stata approvata in Consiglio Comunale ormai un anno fa (e che purtroppo ad oggi non ha avuto alcuna applicazione concreta). Se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/amministrative-piacenza-cosa-dicono-i-candidati-al-ballottaggio/piacenza/" rel="attachment wp-att-1253"><img class="alignright size-full wp-image-1253" title="piacenza" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/piacenza.gif" alt="" width="253" height="130" /></a></p>
<p>In occasione del ballottaggio per le elezioni amministrative della città di Piacenza abbiamo pensato che poteva essere utile sapere come si pongono i due candidati nei confronti della Mozione contro l&#8217;Omofobia che è stata approvata in Consiglio Comunale ormai un anno fa (e che purtroppo ad oggi non ha avuto alcuna applicazione concreta). Se non sapete di cosa stiamo parlando CLICCATE QUI. Premesso che non ci sembra molto sensato approvare una Mozione per poi disattenderla per un anno, cogliamo l&#8217;occasione per ricordarvi che la risposta alla nostra domanda da parte del candidato Sindaco Paolo Dosi (che ci aveva risposto in occasione delle primarie del PD) è stata:</p>
<p>Con riferimento alla vostra lettera aperta vi confermo la mia disponibilità a sottoscrivere la mozione di cui all&#8217;oggetto.<br />
Paolo Dosi</p>
<p>Per quel che riguarda il candidato Sindaco Andrea Paparo, invece, abbiamo ricevuto una risposta più articolata:</p>
<p>Buongiorno,<br />
credo che sia compito di ogni amministratore quello di lavorare per la coesione sociale, la tolleranza e il contrasto alle discriminazioni. In quest’ottica, la vostra associazione troverà sempre un punto di riferimento certo nel Comune, che, in base alle mie intenzioni, potrà aderire alla giornata europea contro l’omofobia e sostenere la vostra proposta per l’istituzione della giornata nazionale. Credo invece che non sia necessario sostenere la necessità di una norma che consideri un’aggravante l’omofobia nei casi di violenza: penso infatti che la violenza sia sempre e comunque ingiustificabile e che per questo ogni gesto di questo tipo vada punito con la medesima intransigenza. <span id="more-1252"></span>Penso che introdurre un’aggravante di questo tipo andrebbe nel senso di riconoscere una diversità di trattamento che, se non sbaglio, è una delle cose contro cui lotta la vostra associazione.<br />
Vi ringrazio per avermi interpellato e per la vostra attenzione.<br />
Andrea Paparo<br />
La risposta di Paolo Dosi è estremamente sintetica, e ammettiamo che ci risulta abbastanza sibillina, pertanto non ci sembra di avere abbastanza elementi per inquadrarla e commentarla. Ci riserveremo di farlo se verrà eletto e avremo modo di verificare in concreto il suo punto di vista. Per quel che riguarda la garbata risposta di Andrea Paparo, invece, ci sentiamo in dovere di chiarire alcune cose relative al nostro punto di vista su di un&#8217;ipotetica aggravante per i reati di omofobia. Infatti, per quanto incredibile possa sembrare, siamo d&#8217;accordo con lui: nel senso che anche noi pensiamo che la violenza &#8211; fisica o psicologica &#8211; debba essere condannata con la stessa fermezza a prescindere dalle sue radici. Il punto però è un&#8217;altro: ci sono categorie di persone più vulnerabili ed esposte di altre, proprio perchè non vengono aggredite in quanto persone, ma in quanto categoria, e una legge supplementare per difenderle &#8211; come avviene in praticamente tutte le nazioni civili del mondo occidentale &#8211; può servire da deterrente per chi le prende di mira. Per fare un esempio concreto e paradossale: immaginiamo un mondo in cui, una bella mattina, in tutta Italia si iniziassero a leggere scritte come &#8220;Paparo al rogo&#8221; e altri insulti indirizzati a chi si chiama Paparo. Immaginiamo un mondo in cui chi si chiama Paparo può essere aggredito a coltellate per strada solo perchè si chiama Paparo o perchè gira mano nella mano con un&#8217;altra persona che si chiama Paparo. Immaginiamo un mondo in cui, se in una discoteca si scopre che c&#8217;è un Paparo viene preso a calci e a pugni dai buttafuori che non vogliono Paparo nelle loro discoteche. Poniamo che ci siano dei datori di lavoro che si rifiutano di assumere una persona solo perchè si chiama Paparo, o magari perchè ha degli amici che si chiamano Paparo. Poniamo che ci siano politici che fomentano l&#8217;odio verso chi si chiama Paparo, perchè li presentano come l&#8217;origine di tutti i problemi possibili e come un male della società, e che anzi vanno fieri del fatto che nel nostro paese le coppie composte da due persone che si chiamano Paparo non sono riconosciute in quanto tali. Un mondo in cui per i ragazzini (e non solo) la parola Paparo viene usata come insulto e chi viene anche solo sospettato di essere un membro della famiglia Paparo può essere vittima di pesanti atti di bullismo, un mondo dove chi si chiama Paparo arriva al punto di inventarsi un nome falso per tutta la vita nel tentativo di tutelare la propria incolumità. In un mondo del genere una legge supplementare per tutelare chi ha la sola colpa di chiamarsi Paparo avrebbe senso oppure significherebbe una disparità di trattamento?</p>
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		<title>Famiglie Arcobaleno scrive ad &#8220;Avvenire&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno speciale per me e per la mia compagna. È il 16 maggio 2012 e il 16 maggio del 1982 abbiamo finalmente potuto dare un nome a ciò che sentivamo, semplicemente era amore. Niente di più, niente di meno. Sapevamo che il nostro amore sarebbe stato incompreso, ostacolato, deriso, criticato, mostrato col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/famiglie-arcobaleno-scrive-ad-avvenire/logo/" rel="attachment wp-att-1246"><img class="alignright size-full wp-image-1246" title="logo" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/logo.jpg" alt="" width="160" height="132" /></a>Oggi è un giorno speciale per me e per la mia compagna. È il 16 maggio 2012 e il 16 maggio del 1982 abbiamo finalmente potuto dare un nome a ciò che sentivamo, semplicemente era amore. Niente di più, niente di meno.</p>
<p>Sapevamo che il nostro amore sarebbe stato incompreso, ostacolato, deriso, criticato, mostrato col dito … ma nessuno ha potuto fermarci. Né le nostre madri, né i nostri padri, né gli amici e i colleghi, né i vicini, né l’angoscia del rifiuto.</p>
<p>Perché il nostro amore era più forte di tutte le forze negative che si opponevano e solo per questo merita rispetto.</p>
<p>Il nostro amore era più forte dello stigma sociale, più forte delle difficoltà, più forte della paura di non farcela, persino più forte del dispiacere di non avere figli. Perché nel 1982, una delle prime cose che ci siamo dette fu proprio “peccato però : non avremmo figli”.</p>
<p>Quello dei figli è uno dei punti sul quale si base l’opposizione dei tanti che credono di avere la chiave per giustificare il diniego: le nostre coppie sono infertili e non meritano dunque di essere tutelate alla pari di altre.</p>
<p>Oggi nel 2012 abbiamo una figlia di 9 anni concepita in Belgio all’ospedale pubblico di Bruxelles dove le coppie infertili (qualsiasi) vengano aiutate a diventare genitori grazie alla procreazione assistita e in particolare ai doni di gameti.</p>
<p>Abbiamo una figlia splendida e un piccolo in arrivo concepito in uno dei tanti centri spagnoli strapieni di coppie eterosessuali italiane infertili. Per via della legge 40, legge paternalistica e sadica, questi nostri concittadini sono costretti a praticare ciò che viene chiamato “turismo procreativo” al pari delle coppie e single omosessuali.</p>
<p>In questi 30 anni di vita comune di cui festeggiamo oggi l’anniversario, cari signori, io e la mia compagna ci siamo sposate almeno una decina di volte ! ogni volta che abbiamo deciso di superare le difficoltà insieme, ogni volta che abbiamo deciso di impegnarci insieme su progetti importanti, come l’acquisto di una casa, il trasloco in un’altra nazione, il concepimento dei nostri figli, ecc…</p>
<p>Ci siamo sposate decine di volte ma siamo sempre senza tutele e senza diritti e anche senza doveri istituiti dell’una verso l’altra. I nostri figli hanno due genitori dello stesso sesso che ogni giorno si prendono cura di loro e prevedono ogni tipo di supporto compreso ovviamente il mantenimento economico, ma non sono tutelati nei loro affetti né nei loro beni .<span id="more-1245"></span></p>
<p>Non possono per esempio ereditare dalla madre non legittima, non possono essere assicurati che in caso di separazione della coppia, possano continuare a mantenere una relazione costante e forte con l’altro genitore.</p>
<p>Siamo clandestini. Coppie clandestine. Genitori clandestini. Figli clandestini.</p>
<p>Ma cittadini regolari lo stesso senza nessuno sconto quando si tratta di pagare le tasse e contribuire allo sforzo sociale collettivo.</p>
<p>Siamo stanchi ma non molleremo mai.</p>
<p>Prometto a tutti voi che mi sposerò di fronte alla legge di questo paese prima o poi, non tanto perché manca qualcosa alla mia vita che è bella, piena e ricca ma perché non saremo totalmente soddisfatti, noi militanti e persone omosessuali e transessuali, finché ognuno di noi non verrà considerato cittadini a pieno titolo da questo Stato, finché ogni persona omosessuale o transessuale non potrà in Italia scegliere la vita che vuole avere e condividerla con la persona che ha scelto di amare.</p>
<p>Le persone omosessuali non sono sterili. Creano relazioni e progetti di vita che sempre più spesso contemplano la presenza di figli.</p>
<p>Negare la realtà dei fatti procura solo dolore e complicazioni inutili e mostra di nuovo che sono periodi bui quelli in cui l’ideologia pretenda a tutti i costi soffocare la vita.</p>
<p>Giuseppina La Delfa</p>
<p>Presidente Nazionale Famiglie Arcobaleno</p>
<p>Associazione Genitori Omosessuali</p>
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		<title>Un giallo ambientato nel ghetto di Varsavia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Bolognini intervistiamo  Richard Zimler autore de Gli anagrammi di Varsavia (Piemme edizioni, 17 €), un romanzo che ci riporta alla memoria il ghetto di Varsavia nel 1941. E sono davvero molti gli elementi di novità nella narrazione emozionante di Zimler che costruisce inaspettatamente un giallo sulla dolorosa esperienza della segregazione degli ebrei e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/un-giallo-ambientato-nel-ghetto-di-varsavia/por170903hp-richard-zimler-25/" rel="attachment wp-att-1241"><img class="alignright size-medium wp-image-1241" title="POR170903hp-richard-zimler-25" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/photo-2-Richard-Zimler-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>di <a href="http://www.stefanobolognini.it/">Stefano Bolognini</a></p>
<p>intervistiamo  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Zimler"><strong>Richard Zimler</strong></a> autore de <a href="http://www.edizpiemme.it/libri/gli-anagrammi-di-varsavia"><em>Gli anagrammi di Varsavia</em></a> (Piemme edizioni, 17 €), un romanzo che ci riporta alla memoria il ghetto di Varsavia nel 1941. E sono davvero molti gli elementi di novità nella narrazione emozionante di Zimler che costruisce inaspettatamente un giallo sulla dolorosa esperienza della segregazione degli ebrei e immagina che a caccia della sua solizione ci sia anche un omosessuale, Izzy, tra le figure principali del romanzo. Ecco allora quello che los srittore ci ha raccontato.</p>
<p><strong><em>Gli anagrammi di Varsavia</em> è un giallo. Perchè questa scelta stilistica così di rottura nella narrazione della persecuzione degli ebrei?</strong></p>
<p>La mia idea originale per <em>Gli anagrammi di Varsavia </em>era quella di raccontare la quotidianità del ghetto di Varsavia, ma allora ne sapevo molto poco. C&#8217;erano scuole? Che tipo di lavoro faceva la gente che viveva lì? Volevo rispondere a queste domande anche perchè tutti i miei parenti in Polonia &#8211; i tanti fratelli e sorelle dei miei nonni, per esempio &#8211; sono stati internati nei ghetti prima di essere trasportati nei campi di sterminio.</p>
<p>Più leggevo sul ghetto di Varsavia più sembrava un&#8221;&#8221;isola ebraica&#8221; tagliata fuori dal resto della città,  della Polonia e anche dal mondo. Quell&#8217;immagine mi affascinava. E lo fa ancora. Essere confinati su di un&#8217;isola nel bel mezzo di una grande città deve essere una esperienza unica e terribile di cui scrivere&#8230;</p>
<p><strong>&#8230;un giallo.</strong></p>
<p>In effetti gli aspetti del giallo sono maturati  insieme alla mia ricerca. Quando ho scoperto che il ghetto aveva un fiorente mercato nero e che molti bambini erano costretti a diventare contrabbandieri, mi sono reso conto che sarebbe stato il luogo ideale per impostare un <em>noir </em>misterioso. Dopo tutto, i bambini coinvolti nel commercio illegale correva grandi rischi, e alcuni di loro sono stati effettivamente uccisi dalle guardie tedesche. Insomma, scrivere un giallo è stato naturale e<span id="more-1240"></span></p>
<p>ho costruito la vicenda intorno alla determinazione Erik e del suo amico gay Izzy di risolverlo.</p>
<p><strong>La scelta inusuale ha destato polemiche?</strong></p>
<p>Naturalmente, ci sono ancora persone che credono che un libro che si occupa dei ghetti ebraici non debba essere tratteggiato con gli elementi del giallo. A costoro ribatto che se qualcuno che si ama viene ucciso in un ghetto è tra le possibilità quella di cercare di scoprire l&#8217;identità dell&#8217;assassinio e vendicarsi. E questo è esattamente quello che il mio romanzo racconta. Il giallo poi, può essere altrettanto grave e significativo come qualunque altro tipo di romanzo.</p>
<p><strong>Perchè la memoria è importante?</strong></p>
<p>Senza i nostri ricordi, vivremmo praticamente senza identità. Non avremmo né una storia personale, né una storia collettiva. Le nostre vite semplicemente sarebbero costituite da episodi isolati e senza senso. Orientare e organizzare la nostra memoria ci aiuta a darle un senso e uno scopo. Nella tradizione ebraica, abbiamo un modo particolare di onorare l&#8217;importanza della memoria e utilizzarla perchè ci sia d&#8217;aiuto nella nostra vita quotidiana.</p>
<p><strong>Il personaggio di Izzy ha destato molto interesse nalla comunità omosessuale. Perchè?</strong></p>
<p>Amo Izzy, ma mi è difficile sapere quello che i lettori gay pensano di lui. Penso che Izzy sia una persona molto coraggiosa e gentile, un amico leale. E poi ha un grande senso dell&#8217;umorismo e, molto importante, impara dai suoi errori del passato.</p>
<p>La sofferenza che sperimenta nel ghetto di Varsavia gli insegna che non può più attendere per essere l&#8217;uomo che ha sempre voluto essere. Non c&#8217;è più tempo per le bugie&#8230; a metà del romanzo, si toglie la &#8220;maschera&#8221; di fronte a Erik, il suo migliore amico e il narratore del libro, e gli mostra alcune vecchie fotografie di amanti di gioventù.</p>
<p><strong>I due discutono anche con estrema onestà della scelta di Izzi di sposare una donna.</strong></p>
<p>Izzy è davvero pieno di rimorsi perché ha ferito le persone che ha amato di più nella vita e perchè non ha saputo mostrare il coraggio al momento giusto. Erik, che è uno psichiatra, gli dice: &#8220;<em>Una cosa ho imparato dai miei pazienti è che ognuno di noi passa la vita con accanto  all&#8217;ombra della persona che avrebbe potuto essere</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Un pessimismo cupo&#8230;</strong></p>
<p>Credo che quello che dice Erik sia davvero importante. Ognuno di noi deve fare determinate scelte  nella vita che limitano altre scelte. Ed è molto difficile &#8211; e insieme doloroso -  vivere accanto alle persone che avremmo potuto essere. Dobbiamo quindi trovare il coraggio di fare le scelte giuste. Insoma, attraverso Izzy, ho voluto esplorare il modo in cui è possibile trovare il coraggio per andare avanti dopo aver subito grandi traumi e delusioni. Mi sembra un argomento molto importante. E penso che il suo coraggio silenzioso e l&#8217;onestà diIizzy, insieme alla meravigliosa amicizia con Erik, possa toccare i lettori gay. O almeno lo spero.</p>
<p><strong>Il tema del trauma e del sacrificio torna anche nel suo <em>Il sognatore di fantasmi</em>, edito in Italia da Playground. Può raccontarci qualcosa anche di questo libro?</strong></p>
<p><em>Il Sognatore di fantasmi</em>  è un romanzo di amore e sacrificio che racconta come è possibile trovare il coraggio per andare avanti.</p>
<p>E&#8217; ambientato a metà degli anni 1990, quando la positività al test dell&#8217;aids era ancora una condanna a morte. Il narratore è un classico americano insegnante di chitarra che cerca una nuova vita in Portogallo, dopo la morte di tanti amici a New York e San Francisco.</p>
<p>Ma quella che lui chiama l&#8217;eclissi virale sulla sessualità lo insegue anche lì, quando Antonio, il suo allievo più talentuoso e amato, risulta positivo al test hiv e minaccia di rinunciare alla vita a solo 24 anni.</p>
<p><strong>Non ci anticipi però troppo della trama&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Il Sognatore di fantasmi&#8221; è stato scritto, in parte, sulla spinta emotiva dalla morte di uno dei miei fratelli per Aids nel 1989. Non è che fossimo così vicini, ma semplicemente non riuscivo a immaginare un mondo in cui lui non c&#8217;era più. Aveva 35 anni.</p>
<p>Nella mia esperienza, quando qualcuno che ami ti abbandona a quell&#8217;età si mette in discussione la giustizia di questo mondo. E ci si sente truffati.</p>
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		<title>Al via Arcigay Vercelli Valsesia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Militanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo una nota del congresso fondativo di Arcigay Rainbow Valsesia e Vercelli. &#8211; In qualità di vicepresidente, e a nome di tutta Arcigay Rainbow Valsesia e Vercelli, ringrazio di cuore tutte le persone che ieri hanno preso parte al nostro congresso fondativo. E&#8217; stato un successo davvero importante per noi. L&#8217;affluenza e l&#8217;attenzione che abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/al-via-arcigay-vercelli-valsesia/arcigay-vercelli/" rel="attachment wp-att-1237"><img class="alignright size-medium wp-image-1237" title="arcigay vercelli" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/arcigay-vercelli-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Pubblichiamo una nota del congresso fondativo di Arcigay Rainbow Valsesia e Vercelli.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>In qualità di vicepresidente, e a nome di tutta Arcigay Rainbow Valsesia e Vercelli, ringrazio di cuore tutte le persone che ieri hanno preso parte al nostro congresso fondativo. E&#8217; stato un successo davvero importante per noi. L&#8217;affluenza e l&#8217;attenzione che abbiamo avuto è stato il miglior compenso che potessimo avere per un anno di duro lavoro e impegno costante. Abbiamo lavorato bene e siamo stati ripagati, ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere e tante battaglie da intraprendere. Questo quindi non è un traguardo, bensì una nuova partenza e uno stimolo ad andare avanti ancora di più e a testa bassa.</p>
<p>Personalmente voglio ringraziare davvero tanto tutte le meravigliose persone che hanno permesso la realizzazione di tutto ciò, che ci credono fermamente e che ci mettoni anima e cuore. Grazie alla nostra presidente, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1506555044" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1506555044">Anita Sterna</a>, che ha dato il via a questo grande viaggio, perchè ci mette l&#8217;anima, perchè ha sempre fatto tanto per gli altri e continua a farlo, perchè tutto quello che fa non è per interesse personale.<br />
<span id="more-1236"></span> Grazie ai nostri consiglieri, <a href="http://www.facebook.com/stefano.fanzaga" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1348200645">Stefano Fanzaga</a> e <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100003749896355" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=100003749896355">Davide Depaulis</a>, che lavorano duramente per realizzare molti appuntamenti ed incontri e tengono alto il livello culturale degli eventi di Rainbow. Grazie alla nostra p.r., <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1538161248" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1538161248">Claudia Crolla</a>, che riesce sempre a arruolare nuovi/e amici/amiche e collaboratori/trici e infonde carisma a tutti noi. Grazie al nostro creativo e segretario, Mauro Paolotti, che ci offre un sacco di idee e proposte e accende sorrisi con il suo super umorismo.</p>
<p>Grazie alla nostra tesoriera, nonchè mia sorella, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1419053138" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1419053138">Monica</a> <a href="http://www.facebook.com/laura.leone.336" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1503783546">Leone</a>, che mi ha sempre sostenuta e ha deciso di incamminarsi con noi in questa grande avventura. Grazie alle nostre amiche, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100001065455934" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=100001065455934">Sabina Raineri</a> e Germana, che, anche a distanza, ci supportano e ci aiutano costantemente. Grazie al presidente di Arcigay Pavia, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1390283872" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1390283872">Giuseppe Polizzi</a>, che ci ha permesso di iniziare tutto questo. Grazie alle nostre artiste, Maria e Morena, che arricchiscono le nostre giornate con colori, immagini, poesia.</p>
<p>Sono fiera e lusingata di far parte di questa splendida squadra.</p>
<p>Per me è un vero onore e un grande piacere lavorare con tutti voi. Grazie anche a tutti quelli che ci seguono, ci sostengono e ci aiutano. Continuiamo così, siamo sulla strada giusta.</p>
<p>Laura Leone</p>
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		<title>Pescara. Veglia di preghiera per le vittime dell&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Chiesa metodista di Pescara, aderente alla Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi in Italia, promuove per il sesto anno consecutivo la veglia ecumenica contro l’omofobia e la transfobia il giorno 13.05.2012 alle ore 10.30 in concomitanza del culto domenicale presso la sua sede in via Latina 12 a Pescara. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/pescara-veglia-di-preghiera-per-le-vittime-dellomofobia/candele/" rel="attachment wp-att-1233"><img class="alignright size-medium wp-image-1233" title="candele" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/candele-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La Chiesa metodista di Pescara, aderente alla Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi in Italia, promuove per il sesto anno consecutivo la veglia ecumenica contro l’omofobia e la transfobia il giorno 13.05.2012 alle ore 10.30 in concomitanza del culto domenicale presso la sua sede in via Latina 12 a Pescara.<br />
Il 17 maggio ricorrerà la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, celebrazione annuale portata avanti dal 2005 e che dal 2007 è divenuta ricorrenza ufficiale dell’Unione Europea. Nel 1990 proprio il 17 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità si arrese all’evidenza che l’omosessualità non può in nessun caso essere ritenuta una malattia, ma forma naturale dell’orientamento sessuale umano.</p>
<p>Come Chiesa cristiana non possiamo non riconoscere l’enorme sofferenza che l’omofobia e la transfobia, nelle forme della violenza esplicita e della negazione dei diritti, comporta alla vita di milioni di persone in tutto il mondo e soprattutto in Italia, paese in cui omofobia e transfobia sono in costante crescita. Allo stesso tempo non possiamo tacere come Cristiani della sofferenza causata non dal Vangelo ma ‘in nome di’ esso, tramite interpretazioni formalistiche e vessatorie: non possiamo negare le nostre responsabilità riguardo al fatto che spesso le Chiese hanno contribuito a questo clima di violenza. Come ci ricordano le Scritture: “Chi odia suo fratello è ancora nelle tenebre” (1GV 2,9).<span id="more-1232"></span></p>
<p>Contro il silenzio omertoso del delitto vogliamo innalzare la nostra voce per denunciare, contro il buio dell’esclusione proponiamo la luce dell’annuncio cristiano dell’accoglienza.<br />
Invitiamo chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale e da quello religioso, a unirsi a noi in preghiera.</p>
<p>Chiesa Metodista di Pescara<br />
Pastora Greetje van der Veer</p>
<p>(foto:<a title="User:Paolo da Reggio" href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Paolo_da_Reggio">Paolo da Reggio Wikicommons</a> )</p>
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		<title>Meladailabrianza, una associazione lgbt in brianza</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervistiamo Viviana, Responsabile e portavoce di Meladailabrianza, una nuova realtà lgbt in provincia di Monza. Come nasce Meladailabrianza ? L&#8217;idea di Meladailabrianza ronzava nelle nostre teste già da un po&#8217; di tempo, ma è nel giorno di San Valentino di quest anno che ha preso corpo. Potrebbe sembrare un clichè banale, ma in realtà è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/meladailabrianza-una-associazione-lgbt-in-brianza/logo_meladai-triangle-def/" rel="attachment wp-att-1227"><img class="alignright size-medium wp-image-1227" title="Logo_MELADAI-triangle-def" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/05/Logo_MELADAI-triangle-def-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Intervistiamo Viviana, Responsabile e portavoce di Meladailabrianza, una nuova realtà lgbt in provincia di Monza.</p>
<p><strong>Come nasce Meladailabrianza ?</strong></p>
<p>L&#8217;idea di Meladailabrianza ronzava nelle nostre teste già da un po&#8217; di tempo, ma è nel giorno di San Valentino di quest anno che ha preso corpo. Potrebbe sembrare un clichè banale, ma in realtà è una storia molto bella.</p>
<p>Meladailabrianza nasce perché ce n’era bisogno, è un progetto che ha intenzione di dare voce al mondo LGBTQ brianzolo, tramite qualunque mezzo di attivismo possibile, dalla musica alla retorica, dai video alle riunioni in piazza.</p>
<p><strong>Mi pare una evoluzione interessante quella della nascita del movimento in provincia. Che cosa state facendo?</strong></p>
<p>Quello che abbiamo in mente è di perseguire gli ideali a noi più cari: la democrazia, la libertà d’espressione, l’uguaglianza, le pari opportunità, la lotta all’omofobia e all’ignoranza: tutto questo perché è il sapere che rende forti e aiuta a combattere la violenza.</p>
<p>Per ottenere ciò, oltre all&#8217;organizzazione degli eventi musicali (che a noi piace considerarlo un contorno) abbiamo in cantiere molti progetti che ci vedono attivi e in prima linea sul territorio.</p>
<p>Abbiamo appoggiato la campagna di Arcigay di boicottaggio del turismo a SanPietroburgo, <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.206802326095411.42028.170014383107539&amp;type=3%20">dedicandogli una delle nostre serate</a>), stiamo per partecipare a due iniziative in due licei di Monza e Vimercate, inoltre parteciperemo ad alcune iniziative della Cigl di Monza nell&#8217;ambito della pace e della difesa dei diritti umani.<span id="more-1226"></span></p>
<p>Una data da non perdere è l&#8217;8 maggio in cui, con l&#8217;invito di SEL Vimercate, Meladailabrianza divulgherà un appello per l&#8217;istituzione delle coppie di fatto nei comuni brianzoli (a tal proposito seguirà una mail per la sottoscrizione).</p>
<p>Altra data importante è il 17 maggio, giorno in cui renderemo pubblico un video di denuncia che gireremo questa domenica, in onore della giornata mondiale contro l&#8217;omofobia.</p>
<p>Il 18 maggio, invece, chiuderemo la stagione con l&#8217;ultima serata dedicata alle unioni e al matrimonio, dove Meladailabrianza raccoglierà i consensi per la partecipazione al gaypride di Bologna.</p>
<p><strong>Quali sono le problematiche maggiori della comunità lgbt nell&#8217;area milanese?</strong></p>
<p>Ci permettiamo una piccola precisazione: noi siamo attivi sul territorio brianzolo e non milanese (la provincia è Monza e Brianza)! La problematica della comunità LGBTQ in Brianza è fondamentalmente la NEGAZIONE: &#8220;i gay non esistono perchè i brianzoli sono gente per bene&#8221;.  Quello che abbiamo fatto noi è stato di mostrare che la gente per bene, una volta rotta la barriera di silenzio, aderisce alle nostre iniziative manifestando i propri orientamenti in maniera spontanea e naturale.</p>
<p><strong>Il due giugno arriva il papa. Che si fa?</strong></p>
<p>Gli si chiede, ovviamente, di sposarci.</p>
<p><strong>Come contattarvi?</strong></p>
<p>Sito nostro sito web: <a href="http://www.meladailabrianza.blogspot.it">http://www.meladailabrianza.blogspot.it</a>  o su <a href="https://www.facebook.com/MELADAILABRIANZA">facebook</a> o,perchè no, al numero 3494157959.</p>
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		<title>Amministrative arcobaleno. A Verona è candidata Anna Rita Di Martino</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 13:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anna Rita Di Martino è candidata lesbica visibile a Verona in consiglio comunale e nella VI circoscrizione nelle liste di S.E.L. (Sinistra &#8211; Ecologia e Libertà) per una Verona migliore vota MICHELE BERTUCC. Ecco quello che ci ha raccontato. Presentati ai nostri lettori? Mi chiamo Anna Rita Di Martino, sono del 1953, e mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/amministrative-arcobaleno-a-verona-e-candidata-anna-rita-di-martino/ritaconsbanner/" rel="attachment wp-att-1221"><img class="alignright size-medium wp-image-1221" title="ritaconsbanner" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/04/ritaconsbanner-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a>Anna Rita Di Martino è candidata lesbica visibile a Verona in consiglio comunale e nella VI circoscrizione nelle liste di S.E.L. (Sinistra &#8211; Ecologia e Libertà) per una Verona migliore vota MICHELE BERTUCC. Ecco quello che ci ha raccontato.</p>
<p><strong>Presentati ai nostri lettori?</strong></p>
<p>Mi chiamo Anna Rita Di Martino, sono del 1953, e mi sono formata nella Croce Rossa come operatrice 118. Devo essere breve?</p>
<p><strong>Come vuoi&#8230;</strong></p>
<p>Sono operatrice Socio-Sanitaria per la Cooperativa AZALEA e volontario presso la CROCE VERDE. Sono divorziata con una figlia e due nipoti e  in coppia con una donna con due figlie.</p>
<p>Sono Presidente dell&#8217;Arcilesbica di Verona e lotto per la dignità di tutte le donne, di tutte le mamme e di tutti i genitori.</p>
<p><strong>Perchè è importante la visibilità lgbt?</strong></p>
<p>Perchè é l&#8217;unico modo per far capire alle istituzioni che anche il mondo LGBT esiste ma non solo per le tasse</p>
<p><strong>Cosa proponi per Verona?</strong></p>
<p>Un punto a me caro, dato il contatto quotidiano che ho a livello lavorativo, è la politica per la valorizzazione dell’anziano. Il rinnovo e la riqualificazione dell&#8217;assistenza domiciliare, la sua integrazione con l&#8217;assistenza domiciliare sanitaria, il sostegno ad azioni di prevenzione come il Progetto Estate Anziani. Uno dei soggetti deboli di questa società patriarcale è la donna. I miei obiettivi sono: considerare il valore femminile come un fattore di sviluppo civile, sociale ed economico.</p>
<p><strong>Quali sono le maggiori difficoltà in città per la comunità lgbt veronese?<span id="more-1220"></span></strong></p>
<p>Non essere considerati e tantomeno ascoltati, in una città leghista facciamo fatica a vivere serenamente.</p>
<p><strong>Cosa si può fare nell&#8217;ambito delle politiche locali per la comunità lgbt?</strong></p>
<p>Riuscire ad avere una legge sull&#8217;omofobia, anche soltanto locale, per non aver paura di uscire dall&#8217;anonimato come lgbt.</p>
<p><strong>Una volta in Comune quale sarà iltuio primo atto politico?</strong></p>
<p>La mia politica è per le persone, per la famiglia.</p>
<p>Il mio principale obiettivo è la protezione di soggetti deboli, come anziani e disabili, mirando alla valorizzazione della persona stessa.</p>
<p>Appare necessario, quindi, proporre politiche che sostengano davvero efficacemente il nucleo fondamentale dell’organizzazione sociale, la famiglia, in ogni sua forma ed estensione.</p>
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		<title>Palermo. Dibattito con i candidati sindaco, il resoconto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 17:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Presenti all’incontro: Paolo Patanè (presidente nazionale di Arcigay), Daniela Tomasino (presidente Arcigay Palermo) Alessandra Riggio (assessore designato del candidato Alessandro Aricò),  e i candidati sindaco: Marianna Caronia, Fabrizio Ferrandelli, Giuseppe Mauro, Riccardo Muti, Leoluca Orlando. Moderatore: Claudio Reale. Dopo una breve introduzione di Claudio Reale, Daniela Tomasino ha messo in evidenza come in un periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/palermo-dibattito-con-i-candidati-sindaco-il-resoconto/palermo/" rel="attachment wp-att-1217"><img class="alignright size-medium wp-image-1217" title="palermo" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/04/palermo-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Presenti all’incontro: Paolo Patanè (presidente nazionale di Arcigay), Daniela Tomasino (presidente Arcigay Palermo) Alessandra Riggio (assessore designato del candidato Alessandro Aricò),  e i candidati sindaco: Marianna Caronia, Fabrizio Ferrandelli, Giuseppe Mauro, Riccardo Muti, Leoluca Orlando. Moderatore: Claudio Reale.</p>
<p>Dopo una breve introduzione di Claudio Reale, Daniela Tomasino ha messo in evidenza come in un periodo di crisi economica i diritti civili, ed i diritti delle persone LGBT vengano messi spesso in secondo piano, aggravando così la possibilità di discriminazioni, ed ha posto la prima domanda, a cui i candidati hanno risposto a turno (in ordine alfabetico):</p>
<p><strong>1) Qual è la posizione sulle<a title="10 questioni per i candidati a sindaco di Palermo" href="http://arcigaypalermo.wordpress.com/2012/04/10/10-questioni-per-i-candidati-a-sindaco-di-palermo/"> 10 questioni</a> poste da Arcigay, ed in particolare sulle questioni inerenti i servizi sociali, per cui le associazioni LGBT non ricevono alcun sostegno da parte dell’amministrazione pubblica?</strong></p>
<p><strong><em>Alessandra Riggio</em></strong>: <em>Molte delle 10 questioni sono assolutamente legittime, e da parte nostra ci sarà un’apertura per quello che concerne le campagne di sensibilizzazione contro la discriminazione e l’omofobia. Le circoscrizioni potrebbero aiutare con degli sportelli di counseling e ascolto nei confronti di chi spesso non è supportato nel modo giusto</em></p>
<p><strong><em>Marianna Caronia</em></strong>: <em>Condivido quasi la totalità delle questioni che avete posto, che sono quasi tutte volte ad evitare le discriminazioni verso cittadini di una città che dovrebbe avere servizi per tutti, e quindi anche per gli omosessuali. Mi è sembrata molto interessante l’idea di Agedo, che propone un progetto di accoglienza che noi supportiamo. Ritengo che in termini di servizi e di pari opportunità il comune abbia ancora tanto da fare, e in qualità di assessore alle pari opportunità avevamo uno sportello che tra gli obiettivi aveva anche quello di individuare delle politiche volte ad eliminare discriminazioni di qualsiasi tipo.  La mia idea è quella di creare una concertazione stabile con le associazioni che da anni hanno credibilità in questo settore per proporre delle idee per delle iniziative economicamente sostenibili</em></p>
<p><strong><em>Fabrizio Ferrandelli</em></strong>: <em>In questa città occorre essere inclusivi e far funzionare i servizi sociali secondo un modello di welfare per tutti. La prossima amministrazione dovrà porre attenzione alla formazione ed alla sensibilizzazione, anche istituendo uno sportello Queer/LGBT, con un  esperto come quello del Comune di Torino che riesca ad essere di raccordo tra istituzioni e associazioni, anche per prevenire e combattere il fenomeno del bullismo. Il welfare di tutti si raggiunge facendo in modo che i servizi comunali siano per tutti i cittadini, secondo una visione inclusiva</em></p>
<p><strong><em>Giuseppe Mauro</em></strong>: <em>Siamo nel 2012, la nuova amministrazione deve partire con un percorso formativo sin dai banchi di scuola contro le discriminazioni. </em></p>
<p><strong><em>Riccardo Muti</em></strong>: <em>Qualche mese fa è stato approvato un regolamento</em> (la mozione sulle coppie di fatto, NdR) <em>che risulta essere utile nel momento in cui vengono dati dei servizi nel campo socio-sanitario (per il quale bisogna dialogare con la Regione), nell’ambito dell’istruzione e dell’edilizia privata. L’amministrazione deve fornire servizi di qualità.</em></p>
<p><em><strong> Leoluca Orlando</strong></em>: <em>L’amministrazione di una città deve occuparsi dei diritti dei cittadini residenti, ovvero non solo di coloro che hanno un passaporto italiano. Occorre un nuovo approccio culturale, ed è questo che mi ha fatto inserire nel programma che verranno rispettate tutte le carte internazionali dei diritti della persona, anche perché il welfare senza eguaglianza diventa coriandoli e assistenza. Non può esistere un welfare senza eguaglianza: è l’appello che viene dal vostro documento, che recepisco. La rete dei servizi sociali, un’integrazione tra pubblico e privato, una valorizzazione del ruolo del terzo settore: sono tutte cose che devono attraversare i 10 punti che avete elencato. Quanti dei 10 punti realizzeremo dipende dall’emergenza finanziaria, ma abbiamo il dovere di affrontare l’emergenza riconoscendo cittadinanza ed eguaglianza.<span id="more-1216"></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2) A giugno, un mese dopo l’insediamento del nuovo sindaco, palermo ospiterà il Palermo pride 2012, la città si è anche candidata ad ospitare il pride nazionale 2013. Quale sarà il vostro atteggiamento per il pride di giugno? Sosterrete la candidatura per il pride 2013?</strong></p>
<p><strong><em>Alessandra Riggio</em></strong>: <em>Penso che una manifestazione svolta nel rispetto degli altri e della democrazia sia una cosa legittima. Penso anche che nel rispetto di tutti e sopratutto delle famiglie non sia necessario sfilare senza abiti o con costumi particolari e che sopratutto qualora l’amministrazione fosse la nostra, vigileremo sulla presenza di striscioni provocatori e offensivi </em>[voci di contestazione- NdR]</p>
<p><strong><em>Marianna Caronia</em></strong>: <em>Una manifestazione promossa da un’associazione che intende in maniera pacifica, discreta e sobria dimostrare il proprio codice di valori non può essere bloccata in alcun modo. Ma ritengo che un appello alla sobrietà e ad evitare gli eccessi sarebbe auspicabile per chiunque. oggi il segnale che dovrebbe essere condiviso da tutti è quello della tolleranza assoluta; da tutti, sia da parte vostra, che avete organizzato quest’incontro che da parte di chi ha un altro punto di vista, nel rispetto della democrazia e della convivenza civile.</em></p>
<p><strong><em>Fabrizio Ferrandelli</em></strong>: <em>In questi anni il mio impegno è stato costante: ho partecipato alla prima manifestazione contro l’omofobia</em> (nel 2010, NdR) <em>e ho dato una mano alla realizzazione dei due precedenti pride che sono stati dei momenti di grande festa per i cittadini palermitani, come ha dimostrato il gran numero di partecipanti. Il pride nazionale può essere l’occasione per la promozione della nostra città, che deve essere conosciuta  a livello nazionale e internazionale come una Palermo  dell’inclusione sociale, città moderna, città dell’accoglienza, capitale del rispetto dei diritti di tutti e di tutte</em></p>
<p><strong><em>Giuseppe Mauro</em></strong>: <em>Assoluto sostegno alla manifestazione di giugno, e poi penso che l’amministrazione debba essere parte integrante nell’organizzazione della manifestazione del prossimo anno, che si deve svolgere nella massima correttezza reciproca, in modo da permettere la condivisione assoluta di chi la pensa in maniera diversa. E’ una manifestazione come tutte le altre, che necessita quel rispetto reciproco di tutti i punti di vista e di tuti i pensieri.</em></p>
<p><strong><em>Riccardo Muti</em></strong>: <em>Pieno sostegno da parte del comune di Palermo al pride: questo deve rientrare tra le iniziative di formazione e sensibilizzazione che il comune si è impegnato a realizzare con una mozione approvata 2 anni fa. Il pride deve avere il pieno appoggio del comune. Noi abbiamo sempre partecipato al pride, abbiamo dato il nostro contributo per la realizzazione dei pride, per quanto abbiamo potuto, e non ci tireremo indietro per il prossimo e per l’eventuale pride del 2013. E’ un percorso che va fatto tutti insieme, perché il cambiamento culturale è un elemento su cui bisogna crescere tutti insieme</em></p>
<p><em><strong>Leoluca Orlando</strong></em>: <em>Piena condivisione. Credo che sia molto opportuno il richiamo alla sobrietà. Ma, per quanto riguarda me, se sarò sindaco, la sobrietà è quella dell’amministrazione comunale, perché non usi questo come pretesto per mortificare i diritti di tutti e di ciascuno.</em> [Applauso - NdR] <em>Mi sembra che siamo tutti d’accordo su questo in quest’incontro: che io sia sndaco o cittadino, vivrò in una città  dove c’è un sindaco che garantirà i diritti di tutti e di ciascuno.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) Il comune di Palermo ha varato un registro delle unioni civili, che è rimasto sulla carta. Nel caso in cui diventaste sindaci, cosa farebbe la vostra amministrazione? E come riempire di diritti questo registro?</strong></p>
<p><strong><em>Alessandra Riggio</em></strong>: <em>Una precisazione: la sobrietà di cui prima, è solo un modo di dire che tutte le manifestazioni si devono svolgere nel rispetto reciproco. Se si sfila con striscioni provocatori nei confronti di altri o in modo eccentrico, non è …</em>[contestazioni dal pubblico] <em>Ci sono a volta striscioni provocatori, ma non solo nelle vostre manifestazioni, è una questione di democrazia. Riguardo alle unioni civili, io penso che l’amministrazione comunale su questo tema possa fare poco: si tratta di materia parlamentare. nella misura in cui dovessimo contribuire per renderli effettivi, gli stessi diritti che acquisisce un coniuge dovrebbero andare anche a tutti gli altri.</em></p>
<p><strong><em>Marianna Caronia</em></strong>: <em>Ho avuto modo di esprimermi sulla materia come membro della commissione sul disegno di legge presentato all’Ars. La mozione votata in consiglio comunale, così come la legge, hanno solo valore politico, non hanno concreto riverbero sulla vita della comunità degli omosessuali. Io propongo di approvare in tempi brevi quello che era l’articolo tre della legge che era stata proposta all’Ars, che riguarda i diritti in materia di salute e prestazione sanitaria, equiparando i conviventi di qualunque sesso alle persone sposate. Questa è una cosa che può produrre un effetto concreto. Per la mia formazione culturale e religiosa non sono esattamente d’accordo con le unioni di fatto, ma nell’ottica della comprensione reciproca e della compresenza di tutti quelli che la pensano in modo differente, credo che bisognerebbe fare qualcosa per produrre effetti concreti per le esigenze e le istanze che voi giustamente rivendicate in merito ai diritti che influiscono nella vita di tutti i giorni. Io mi farò portatrice di quest’emendamento, che stralcerò dal disegno di legge, proponendo questa norma che mi sembra una norma di civiltà e rientra nelle competenze esclusive della Regione.</em></p>
<p><strong><em>Fabrizio Ferrandelli</em></strong>: <em>Vorrei ricordare che il primo firmatario di quella mozione sono proprio io.</em> [applauso]  <em>Ho accettato anche il confronto critico che si è concluso con l’aggressione di poco fa. Non ritengo solo necessario normare le unioni civili nella nostra città, ma ritengo che dobbiamo fare ancora altro. Voglio ripetere il concetto espresso prima, quello della creazione del Servizio Lgbt nel comune di palermo, una struttura che deve fare tra ponte e da cerniera tra le associazioni e le istituzioni, con l’istituzione anche di una figura di un esperto che sia coordinatore, e in questo spero che Luigi Carollo mi voglia dare una mano.Dobbiamo anche lottare per far entrare il comune nella rete Ready, che è la rete tra enti locali che sta promuovendo le buone pratiche di inclusione sociale. Questi due provvedimenti possono essere un passo avanti nella promozione della nostra città a livello internazionale</em></p>
<p><strong><em>Giuseppe Mauro</em></strong>: <em>Nel rispetto del pensiero di tutti, è scontato che le unioni vanno normate in alcuni passaggi quale quello della sanità perché non se ne può fare a meno. Vanno psti in essere una serie di atti concreti che permettono a tutti di essere salvaguardati a 360°.</em></p>
<p><strong><em>Riccardo Muti</em></strong>: <em>Noi siamo favorevoli alle unioni di fatto, ci mancherebbe. In questo devono essere coinvolti tutti gli uffici competenti. A questo non possiamo non affiancare la creazione di un osservatorio sulle discriminazioni. Penso che questo sia fondamentale. Una parentesi: non penso che tutti i candidati siano d’accordo, altrimenti non si capisce come mai siamo così arretrati rispetto a quello che il mondo ci insegna. </em></p>
<p><em><strong>Leoluca Orlando</strong></em>: <em>In effetti il percorso della legge contro l’omofobia non è stato un percorso di unanimità: c’è chi ha subito una sconfitta da un punto di vista parlamentare perché non è riuscito a far approvare quello che Paola Concia ed altri, insieme avevamo pensato di portare avanti. Ma il tema è un altro. Cosa sono le unioni civili? Sono uno strumento di riconoscimento di diritti, niente di più e niente di meno. Ecco perché io ho detto di sì a tutte e 10 le questioni: perché non mi fa paura dire che oltre a una forma di organizzazione familiare, la famiglia, in cui io mi riconosco, esisto anche altre altre forme di organizzazione familiare, di riconoscimento dei diritti individuali. Non capisco perché si parli di amore e di rispetto  se si tratta di famiglia, e non si possa parlare di amore nel caso delle coppie di fatto.</em></p>
<p>Ringraziamenti di Claudio Reale, conclusioni di Paolo Patanè</p>
<p><strong>Paolo Patanè</strong>: <em>Io concluderei partendo da quello che Palermo è: la quinti città di questo Paese, in un momento in cui la politica si è bloccata, in una fase in cui il Parlamento si è avvitto su un’agenda politica che sembra escludere qualunque ragionamento che non sia quello strettamente economico. Quello che a me piacerebbe che da Palermo partisse è un modo di declinare il ragionamento sui diritti civili, sui diritti delle persone LGBT ma sui diritti di tutti, che non appaia come svincolato dal ragionamento sull’emergenza economica. Oggi ragionare di diritti delle persone non significa parlare di altro, significa parlare di una crisi che tocca tutti i poveri, e maggiormente i poveri di diritti. Di una crisi che non ha sbocchi se non si immagina il tema della convivenza civile come un tema essenziale per la ricostruzione di questo paese. Questo Paese non uscirà mai dall’emergenza se la riflessione economica non sarà accompagnata da una riflessione sul concetto di equità e da un ragionamento sul concetto di ripresa di occupazionel di rilancio del paese. Questo significa che se da Palermo arriverà sui diritti civili, sui diritti delle persone LGBT qiuesto tipo di ragionamento, da Palermo arriverò un ragionamento “altro” sulla crisi economica di questo Paese, non solo di questa città e di questa regione, e sul rilancio di tutto il Paese,  non solo di questa città e di questa regione. Questo il primo punto che a me sembra essenziale.</em></p>
<p><em>Perché la comunità LGBT nazionale ha una grande attesa nei confronti di queste elezioni? Palermo avrà il pride nazionale del 2013, ma mi piace sottolineare che il pride a Palermo in questi 2 anni ha dato un contributo a questa città. Un contributo alla cultura, alla civiltà ed alla democrazia di questa città. Perché il pride non è solo la parata che conclude il pride: è un percorso, un ragionamento politici, un’articolazione culturale di eventi. E da questo punto di vista il pride a Palermo ha contribuito a introdurre in quello che poteva essere un fatto narrativo dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans, i problemi di questa città, i disagi di chi è disoccupato o di chi perde il lavoro, i disagi delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e da questo punto di vista la comunità LGBT attraverso il pride ha offerto un ragionamento sull’inclusione sociale e sulla coesione.</em></p>
<p><em>Ecco perché la comunità LGBT da una città che nel 2013 farà il pride nazionale in un momento fondamentale per la vita del paese si aspetta che l’amministrazione sappia accompagnare questa indicazione culturale che io ritengo oggi di dover riconoscere come un tributo alle associazioni LGBT e non solo LGBT che qui hanno fatto un grande pride in questi anni, dando una lezione a tutta la comunità LGBT nazionale. Io dico grazie per quello che avete fatto in questa città, perché siete stati veramente straordinari, e dico grazie anche alla città che questo lavoro l’ha accompagnato in maniera forte. Certo, non esistono ricette miracolose, si che le risorse sono quelle che sono, ma il ragionamento sui servizi alle persone LGBT introduce un elemento: è vero, ci sono livelli normativi diversi, e le competenze dello Stato centrale sono quelle che debbono risolvere alcuni temi importanti  quali il riconoscimento normativo delle coppie dello steso sesso. Ma da una città come Palermo può partire un elemento chiave, che è la laicità.  Cos’è una coppia stabile convivente o non convivente? E’ quella che realizza una solidarietà reciproca, morale e materiale. E in nome di che cosa questa solidarietà reciproca non dovrebbe essere riconosciuta laicamente come un valore fondante del bene comune per tutta la società? Quest’approccio laico, che scardina qualunque approccio ideologico, rende giustizia meramente alla verità. </em></p>
<p><em>Quella a cui abbiamo assistito oggi è una bella pagina di partecipazione politica perché ci dice che questi temi, sopratutto se declinati in relazione alle problematiche complessive della società, non sono temi che appartengano a una o all’altra parte, i meglio non dovrebbe essere così: sono temi che appartengono alla democrazia e alla civiltà di un paese. All’estero il pride non è un problema per nessuno, ma è un’opportunità. All’estero le questioni LGBT non sono né di destra né di sinistra, ma sono di tutti. In Inghilterra Cameron sostiene il matrimonio tra le persone omosessuali. Perché continuare a ricondurre questi ragionamento a una dimensione che non gli appartiene e che li affossa in un reticolo che non fa il bene di nessuno? Oggi qui al di là dei punti di vista diversi io credo che un apprezzamento a questa partecipazione debba essere dato, e penso che Palermo, che, ripeto, avrà il pride nazionale nel 2013 possa dare un contributo al rilancio di tutto il Paese. Questo paese ha bisogno di sindaci illuminati, di amministrazioni illuminate, ha bisogno dell’aiuto della politica che viene dal basso per ripartire. Ecco cosa ci aspettiamo tutti da Palermo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NdR: le contestazioni, come gli applausi, sono stati limitati a beneficio della possibilità di poter permettere a tutti i candidati di potersi esprimere ed a causa del poco tempo a disposizione. Il dibattito finale non si è potuto svolgere come previsto a causa della pioggia.</p>
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		<title>Amori e basta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 12:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Amore è basta&#8221; è un documentario di Stefano Consiglio che racconta gli amori di omosessuali e lesbiche. In occasione dell&#8217;imminente uscita del prezioso DVD delfilm abbiamo intervistato Lorenza Tizzi, tre le protagoniste. Tra le coppie gay che Stefano Consiglio ha incontrato ne &#8220;L&#8217;amore e basta&#8221; ci sei tu e la tua compagna. Che cosa avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/amori-e-basta/lamoreebasta/" rel="attachment wp-att-1210"><img class="alignright size-medium wp-image-1210" title="lamoreebasta" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/04/lamoreebasta-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=5&amp;ved=0CEkQFjAE&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.mymovies.it%2Ffilm%2F2009%2Flamoreebasta%2F&amp;ei=CEyVT8rcOY3KsgaYgo2eBA&amp;usg=AFQjCNG6fVIsO8Lxr5BXzOcpyk7LL0tnvQ">&#8220;L&#8217;Amore è basta&#8221; è un documentario di Stefano Consiglio</a> che racconta gli amori di omosessuali e lesbiche. In occasione dell&#8217;imminente uscita del prezioso DVD delfilm abbiamo intervistato Lorenza Tizzi, tre le protagoniste.</p>
<p><strong>Tra le coppie gay che Stefano Consiglio ha incontrato ne &#8220;L&#8217;amore e basta&#8221; ci sei tu e la tua compagna. Che cosa avete raccontato?</strong></p>
<p>Abbiamo parlato a lungo di noi e della nostra relazione sentimentale fin dal primo incontro conoscitivo con il regista.<br />
Sia io che Emy abbiamo subito avuto un buon <em>feeling</em> con lui ed il suo staff, quindi è stato facile partecipare, anche perchè non ci veniva richiesto di recitare ma semplicemente di raccontarci. Niente di concordato, salvo la promessa di essere sincere da parte nostra e di tenere fede al progetto cinematografico da parte sua. Promesse mantenute.</p>
<p><strong>Famiglia etero e famiglia composta da persone dello stesso sesso sono uguali?</strong></p>
<p>Dipende da dove vivono. In Italia NO: la prima ha doveri e diritti, la seconda solo doveri.</p>
<p><strong>Quali difficolì genera per una famiglia di donne l&#8217;assenza di leggi in Italia?</strong></p>
<p>La quotidianità di una famiglia è composta da piccole e grandi gioie, incertezze, desideri, preoccupazioni, ostacoli burocratici. Ogni famiglia è poi esposta a rischi più gravi: la rottura del legame sentimentale, la morte di un componente, una grave malattia. Non avere leggi che riconoscono il legame famigliare e lo regolamentano può creare problemi anche gravissimi, sia all&#8217;interno della famiglia che nei rapporti con l&#8217;esterno (altri famigliari, strutture pubbliche..). Se poi ci sono figli, le complicazioni si moltiplicano.</p>
<p><strong>Quanto bisogno c&#8217;è di raccontare la normalità lgbt delle famiglie gay come ha fatto &#8220;L&#8217;amore e basta&#8221;?</strong></p>
<p>Moltissimo e ci sono diversi livelli. Da una parte c&#8217;è bisogno per se stessi: quando ci si racconta pubblicamente si risparmiano molti singoli coming out <img src='http://pegasonline.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ciò contribuisce a crearsi un ambiente favorevole o quantomeno più informato.</p>
<p>Pian piano incontri gente che ti dice &#8220;ho letto l&#8217;articolo sulla rivista, ho visto il film, complimenti&#8221;. Le persone che ci vivono intorno spesso hanno timore a chiederci di noi per non essere invadenti, ma se siamo noi a raccontarci sentono che li stiamo invitando a dialogare.</p>
<p>C&#8217;è bisogno per gli altri: dobbiamo incoraggiare le persone intrappolate nella propria omofobia interiorizzata a vivere serenamente ed in armonia con se stessi senza negare la propria identità.<span id="more-1209"></span></p>
<p>C&#8217;è bisogno per la società: nel nostro Paese c&#8217;è molta disinformazione e ancor più cattiva informazione: l&#8217;immagine delle persone omo e transessuali è tutt&#8217;ora stereotipata, sbeffeggiata, relegata a certi ambiti entro i quali la si ritiene accettabile. Non parliamo poi del linguaggio ad essi associato. Possiamo cambiare tutto ciò solo occupando gli spazi comunicativi con le nostre identità, senza ambizioni di rappresentatività ma con le nostre unicità.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima battuta. Com&#8217;è fare le attrici?</strong></p>
<p>Come dicevo prima, per il film non abbiamo &#8220;recitato&#8221;, ma aver avuto l&#8217;opportunità di calcare il red carpet alla &#8220;prima&#8221; al festival del cinema di venezia ed incontrarvi Luca Zingaretti che ci ha salutate dicendo &#8220;hey ciao, ma voi siete nel film!&#8221;, vale quanto una statuetta!</p>
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		<title>Amministrative arcobaleno. Il centro-destra candida Luisella Audero</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bolognini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista esclusiva a Luisella Audero, unica candidata alle amministrative 2012 nel centro destra a Camaiore per il Partito Liberale italiano. Ci racconti la tua militanza di donna lesbica nel centro-destra? Innanzitutto ancor oggi credo che sia difficile essere militanti in una società che tende all’omologazione e alla mediocrità, dove i rapporti umani sono consunti tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pegasonline.net/2012/amministrative-arcobaleno-il-centro-destra-candida-luisella-audero/luisella_audero/" rel="attachment wp-att-1201"><img class="alignright size-medium wp-image-1201" title="luisella_audero" src="http://pegasonline.net/wp-content/uploads/2012/04/luisella_audero-209x300.png" alt="" width="209" height="300" /></a>L&#8217;intervista esclusiva a <strong>Luisella Audero</strong>, unica candidata alle amministrative 2012 nel centro destra a Camaiore per il Partito Liberale italiano.<br />
<strong><br />
Ci racconti la tua militanza di donna lesbica nel centro-destra?<br />
</strong><br />
Innanzitutto ancor oggi credo che sia difficile essere militanti in una società che tende all’omologazione e alla mediocrità, dove i rapporti umani sono consunti tra play station e reality. La “normalità” è diventata eccezionalità. Impegnarsi ti fa quasi diventare un eroe mentre dovrebbe essere naturale se credi in un ideale perseguirlo.</p>
<p>Detto questo, dopo un’esperienza nella mia città di origine che sfociò nel famoso Pride di Grosseto, mi sono avvicinata a <strong>GayLib</strong> che sentivo idealmente più vicina al mio “credo” ideale e politico. Certo è una piccola associazione che fa della cultura e dell’impegno le sue bandiere.</p>
<p>Sono consigliera nazionale e referente per la Toscana ed in questi anni mi sono impegnata in alcune piccole battaglie, la più importante delle quali è stata quella per Miranda, la transessuale che ha ucciso suo marito a Camaiore. Sono andata a trovarla diverse volte in carcere, le ho portato alimenti, ho raccolto fondi che le ho fatto avere tramite il suo avvocato. Sto cercando di portare avanti un centro d’ascolto per giovani adolescenti e i loro genitori per arginare il fenomeno del bullismo e della discriminazione in età scolare. Credo che aiutare genitori e figli a capirsi, a comprendere le scelte di identità di genere sia importante, per una crescita equilibrata, per l’inclusione, per una parità reale.</p>
<p>A volte è difficile essere omosessuale, soprattutto quando ti accorgi che ci sono persone, nel movimento, che o non tollerano le trans, o non tollerano le lesbiche, ecc. <span id="more-1200"></span>Credo che la politica dell’inclusione che chiediamo alla maggioranza eterosessuale, non riusciamo a metterla in pratica nemmeno noi. Alla fine ha la meglio chi mostra i muscoli, non chi ha cervello. E a questo non vorrei arrendermi</p>
<p><strong>Che cosa proponi per Camaiore?</strong></p>
<p>Come ho accennato sopra, uno sorta di sportello, in accordo con l’Asl, per sostenere i giovani adolescenti. Il bullismo è un fenomeno in forte aumento e spesso ormai i bambini e gli adolescenti non vengono presi più soltanto in giro per l’aspetto fisico, gli occhiali, il portamento, ecc, ma vengono pesantemente emarginati &#8211; soprattutto i bambini &#8211; e fatti oggetto di scherno e atti di violenza anche psicologica oltre che fisica. Se si deve porre un rimedio all’abuso di alcol e stupefacenti in età scolastica, altrettanto lo si deve fare contro la violenza. Per il resto credo molto che cultura e turismo in un momento di così forte crisi debbano essere maggiormente incentivati. Ed è indispensabile che &#8211; a livello sociale e lavorativo &#8211; vengano messe in atto politiche di sostegno alle piccole imprese perchè il dilagare dei suicidi non può non toccarci. In Toscana ce ne sono stati due, non vogliamo che il fenomeno si allarghi, dobbiamo cercare di prevenirlo.<br />
Allargare il concetto di pari opportunità a tutti, e non solo alle donne. Nelle commissioni comunali ci dovrebbe essere un rappresentante della comunità GLBT visto che le discriminazioni a scuola, sul lavoro, nella società ancora ci toccano pesantemente.</p>
<p><strong>Che cosa si può fare in ambito lgbt in un comune di medie dimensioni?</strong></p>
<p>Allargare il concetto di pari opportunità a tutti, e non solo alle donne. Nelle commissioni comunali ci dovrebbe essere un rappresentante della comunità GLBT visto che le discriminazioni a scuola, sul lavoro, nella società ancora ci toccano pesantemente.</p>
<p>Organizzare incontri nelle scuole medie sul disagio giovanile e quindi anche sulle scelte sessuali. Proporre mostre fotografiche a tema non solo in giugno, ma anche a cavallo tra novembre e dicembre in favore della giornata mondiale per la lotta all’Aids. Credo che la collaborazione con l’Asl su questo tema sia fondamentale<br />
La cultura, anzi meglio la conoscenza è l’unica arma che abbiamo contro la discriminazione. Chi discrimina lo fa perchè ha paura ed ha paura perchè ignora. E’ un circolo vizioso che va spezzato.</p>
<p><strong>Su che cosa si concentra la battaglia lgbt di centro-destra?</strong></p>
<p>Per quanto mi riguarda su una politica della conoscenza, come ho scritto sopra.<br />
E’ giusto divertirsi e far baldoria, anche se credo che la parata dei Pride in primis non piaccia più agli omosessuali che non ci si ritrovano.</p>
<p>In molti lo definiscono una baracconata. Molti etero dicono che sono infastiditi dall’ostentazione. Credo abbiano ragione entrambi. Mettiamola così. L’8 marzo si va a cena fuori invece di ricordare la morte delle donne per le quali è stata istituita questa festa. E anche il Pride è nato come sorta di protesta per violenze perpetrate ai danni della comunità omosessuale. Bene forse dovremmo tornare alle radici, lasciando meno spazio alla baldoria e più opportunità di riflessione INSIEME agli eterosessuali, perché ci conoscano non solo per una parata di tette e culi (rifatti), ma anche per tutto ciò che ogni giorno diamo alla nostra madre Terra con il nostro esserci.</p>
<p>Ma è anche giusto riflettere sui nostri diritti, sulla nostra salute, fisica e mentale.</p>
<p>Stiamo ragionando molto in questo periodo sull’importanza della genitorialità. Io credo che due donne e due uomini possano essere ottimi genitori se in famiglia c’è amore perchè l’amore è il motore della vita e nessuno ha il diritto di privare due persone della possibilità di essere genitori.</p>
<p>Anche all’interno di GayLib ci sono posizioni diverse. Questa è la mia. Ci sono genitori eterosessuali drogati che uccidono i propri figli di droga, madri che li mettono in lavatrice o in un cassonetto. Affidare un bambino o permettere la procreazione di un bambino è un dono prezioso, un dono che non toglie niente alle coppie eterosessuali.</p>
<p>Un’altra battaglia è quella del riconoscimento delle coppie omoaffettive. Le recenti sentenze da Strasburgo a Roma ci danno la speranza che qualcosa si muova, ma non si può sperare (anche da destra) che possa fare tutto la Concia. Ed è per questo &#8211; anche &#8211; che ho deciso di candidarmi e di candidarmi nel Partito Liberale, un partito da sempre laico e favorevole ai diritti civili per tutti. Un partito anche meritocratico e di grande retaggio culturale e storico.<br />
Dobbiamo iniziare a mettere la faccia nella nostra vita, vivendola alla luce del sole perché gli amici ci vorranno bene ugualmente e se siamo bravi nel nostro lavoro nessuno potrà licenziarci perché siamo omosessuali. Dobbiamo denunciare ogni politico, dall’Idv alla Destra che si permette di offenderci perché ogni offesa che passa è una sorta di “resa”, non possiamo assuefarci alla discriminazione, alla derisione, all’offesa gratuita.</p>
<p>Sono fortunata perché la Versilia è una sorta di isola felice, da sempre, e qui l’omofobia non esiste, ma posso capire che in realtà come Roma o Napoli possa essere più difficile.</p>
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